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Copyright

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 


 

Prima del XVIII secolo non si può dire che esistesse un vero e proprio diritto d’autore, ma venivano solamente concessi dei privilegi agli autori, specialmente ai librai, che per pubblicare dovevano sostenere delle spese.

Nel 1710 fu creato il diritto d’autore in Inghilterra, con uno statuto della regina Anna d'Inghilterra.

Nel 1791, dal 13 gennaio al 19 gennaio, l’Assemblea nazionale francese relativa agli spettacoli, con un decreto legislativo, espresse la proibizione di rappresentare opere di autori viventi senza il loro consenso, diritto che si estendeva agli eredi e ai concessionari degli autori, che sarebbero stati ‘’proprietari’’ delle loro opere, per cinque anni dopo la morte dell’autore.
Nel 1793 dal 19 luglio al 24 luglio, la Convenzione nazionale emanava una legge con la quale veniva riconosciuto il diritto esclusivo dell’autore per tutte le opere d’ingegno. Tale legge, successivamente modificata, è tuttora vigente in Francia.

Nel 1801, il 9 maggio, in Italia, la Repubblica Cisalpina e il Regno Italico con la legge 19 fiorile anno IX, dichiararono il primo riconoscimento della "più sacra e preziosa delle proprietà". Seguirono:

  • nel 1826, il 23 settembre, lo Stato Pontificio.
  • nel 1828, il 5 febbraio, il Regno delle Due Sicilie.
  • nel 1836, il Codice civile albertino per la Sardegna.
  • nel 1840, il 22 dicembre, il decreto di Maria Luigia, per il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla.
  • nel 1865, il 25 giugno, nel Regno d’Italia, con legge 2337, che salvo qualche modifica minore, della quale qui non si fa cenno perché di natura specialistica, è tuttora vigente in Italia.

Nel 1886, il 9 settembre, per i rapporti con gli stranieri fu costituita l’Unione internazionale di Berna, che coordina i rapporti in questo campo, di tutti i paesi mondiali iscritti, alla quale l’Italia ha aderito ed è ancora oggi operante.

In tempi più recenti (1984), Richard Stallman e la Free Software Foundation hanno sviluppato un meccanismo che si basa sul copyright per promuovere un'ampia gamma di diritti relativi al software e per fare in modo (è questa l'innovazione) che questi diritti non vengano sottratti in nessun modo: tenendo conto di un doppio senso della lingua inglese (nella quale "right" significa sia "diritto" che "destra") hanno denominato questo meccanismo come copyleft (volendo la parola "left" dire "lasciato", participio passato di "leave", oppure "sinistra"); tale principio è stato ampliamente applicato nell'ambito del Software libero.

Attualmente, con l'avvento di internet e delle nuove tecnologie le leggi sul copyright sono sempre più severe e difficili da far rispettare. La tendenza è che la copia di opere coperte da diritti d'autore sia legittima se fatta senza scopo di lucro e ad uso privato, come avviene per le fotocopie dei libri contenuti nelle pubbliche biblioteche comunali, mentre sia illegittima se fatta a scopo di lucro.

Le spese per l'ottenimento dei diritti d'autore di opere e invenzioni e quelle dei brevetti vengono contabilizzate in bilancio come immobilizzazioni finanziarie, insieme alla pubblicità e alle spese per acquisizione di società e marchi. La IV direttiva UE sui bilanci impone alle imprese di tenere delle riserve per un importo pari alle immobilizzazioni finanziarie (al netto del fondo ammortamenti). In questo senso, il diritto d'autore può costituire una fonte di profitti, ma comporta anche un immobilizzo di risorse finanziarie a riserva.