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Tetrao Urogallus Gallico

 

L’Urogallus e la Maledizione di Internet

 



                                                                                         by brockvicky




Ebbene, facciamo ora un salto indietro nella narrazione della novella, al tempo in cui il Tetrao Urogallus Gallico si trovava nella condizione di simulacro, qual capo rottamato ed abbandonato com’era nel fondo della depressione boschiva. Per mesi e mesi non s’era più fatto scorgere sui prati d’altura nel compiere le sue parate in tondo ed apertura di ruota caudale, sul far dell’alba com’è costume della specie ad eseguire le danze dei corteggiamenti ed il confronto con gli antagonisti, suoi simili o meno. Al fine di farsi ricordare, aveva affidato se stesso ai racconti tenuti nei filò. Soltanto in tal maniera egli tramandava oralmente la sua vicenda, raccolte le creature del bosco sul far della notte attorno al fuoco. Un bel giorno pensò di modernizzarsi, aderire cioè ad una modalità un pochino più al passo con i tempi d’oggi e, dunque, si fece pubblicare a mò di racconto attraverso il rullo dell’unico ciclostile in dotazione d’un piccolo paese di montagna, quello adagiato nel bel mezzo della foresta. Ma a sua insaputa, e di soppiatto, era stato forzatamente inserito anche in un cd-room (ma che cos’è ‘sta roba!....), tramite cui s’ambiva, almeno nelle intenzioni, di farlo ascoltare, soprattutto, alla larga platea degli abitanti del bosco,  anche da coloro che risiedevano lontano nel fitto e nella penombra del fogliame.


 

                                                              

 

 

                                                                            by jurvetson



Qualche settimana di seguito, dell'inizio d’inverno, quando i fiori dei pascoli e le fronde degli alberi ancora non si presentavano rispettosamente ai suoi rami scarni,  e ben prima che in groppa al suo Camaleopardo s’avvicinasse alla sponda del lago oltre il quale giacevano le abitazioni della maggior parte degli attori di questa novella, il cd-room venne inserito, da una Gaellyna di qualche buon annetto per gamba, in un computer, invero una macchina infernale e sconosciuta ai più, di certo all’Urogallus, dappoiché ne aveva appena sentito narrare le meraviglie.




                                                                                                    by computer-laughing



Una vellutata voce femminile incominciò a raccontare la storia di Urogallus: un gallo di monte, selvatico alquanto, scontroso ed irascibile nel sotto piuma e dietro i modi apparentemente affettati e cortesi, con una chioma corvina e fluente che la sua anziana badante aborigena voleva, ad ogni costo, tagliargli a zero. La Gaellyna ascoltava con curiosità il racconto dal vivo. Ma all'improvviso un lampo saettante ed un tuono tonante squarciarono il cielo terso di quella strana stagione fredda. La potenza del fulmine inondò di luce il piccolo paese di montagna, le casupole, le radure ed il lago intero. Avvenne così, che l’Urogallus si ritrovò sbalzato fuori dal cd-room ed inghiottito dall'universo di Internet. Non comprese, subito, dove si trovasse, steso com’era tra cip, fili,  schede, tubi catodici e compressioni zippate.




                                                                                                                   by websearch



"Sarò nel computer di quella Gaellyna, o in quello di Brontolus Semper de Nanjs!?”...  (altro bizzarro membro della Community boschiva di cui si narrerà nel proseguo), pensò sospettoso. Quando, non ascolterà più la voce narrante, di sicuro mi libererà da quest’intrico", meditò fiducioso Urogallus. Invece, una forza magica lo conficcò ancora più dentro, in luoghi mai visti prima. Venne strizzato tra milioni e milioni di pagine, fitte d’immagini, che scorrevano davanti ai suoi occhi strabuzzati. "Dove sono?", chiese timoroso ad un banner d’una pubblicità, agguantandolo appena di striscio prima che scomparisse in quel marasma. “Ma poi, che cosa diavolo è un banner!?, si chiese, fra sé e sé”… "Sei straniero?", ribatté tra l’usco ed il brusco il piccolo spazio on-line. “Non t’ho mai visto prima d’ora da queste parti, nei dintorni del popolo della foresta internettiana!” Ed il Gallico di rimando pensò: “ohibò, come mai non mi conoscono, sono un racconto, o forse un’allucinazione d’altra foresta!?”




                                                                                                             by ChrisL_Ak



“Stavo adagiato tra le labbra delle voci narranti e poi ho voluto infilarmi sulle pagine d’un ciclostile, infine m'hanno furtivamente nascosto dentro un cd-room, ed ora a causa d'una chiamata fulminea di Chissacchì mi ritrovo catapultato in questo mondo a me alquanto inusuale e sconosciuto”. Non lo capisco affatto e lo rifiuto! Questa montagna di pagine, le diavolerie, gli avatar, i collegamenti, i files, le rar, le schede audio, le devices, qualche wizard tra i piedi, la cpu, gli mru ed i worms che mi tormentano, at, underscore, slash, cache, callback, forwardings, strockes, passwords che mi scompigliano la vita, le cuffie internet da pochi euro infilate tra le remiganti, e  poi questa ramme che continua a girare vorticosamente per muovere degli aggeggi che vengono chiamati browsers... più veloci della mia ruota!", rispose l’Urogallus Gallico. Davvero, quella serie di riferimenti non la conosceva nemmeno: se n’era appena appropriato ad uso esemplificativo, leggendola con non poco sforzo dai fogli d'una dispensina che gli si era conficcata tra l’ispido piumaggio del sottogola.





 

 

 

 

"E' semplicemente Internet!  Le pagine che osservi fanno parte dei cosiddetti luoghi virtuali", esclamò sorpreso il banner pubblicitario… "Perchè hai usato la «i» maiuscola per scrivere Internet?", domandò sorpreso il Tetraetico Tetragonico. "Per il semplice motivo che Internet è un vero e proprio universo, ben oltre il limitare della tua volontà, propensioni e conoscenze, dell’intero bosco  e delle sue radure, quindi bisogna portare rispetto per il Lui", replicò deciso il banner. 


 

 

 

  

 

 

 

 

"Sembra che Internet sia una nuova divinità. Questa volta hai usato la «elle» maiuscola per scrivere lui", affermò lì per li scocciato il Tetrao Gallico… “e menomale che non hai usato l’Inglese!, quello proprio non lo digerisco punto, fa a pugni con la mia lingua arrotata e d'oltralpe!”… ed il banner di ritorno, "Certo! Su Internet ci trovi tutto, almeno i nostri desideri, anche quelli più reconditi, sono in questo universo. Qualsiasi tuo sogno, lo trovi realizzato in Internet. Non costa nulla! Ogni tuo pensiero lo condivi con coloro che navigano, non lo sapevi!?... non c'hai mai provato!?”, aggiunse il banner di pubblicità. Incominciò a parlare di nuovo per dirgli che appunto qualche cosa era pur sempre filtrato sulle sue attività in campo, i tornei Gaellynici, ma venne interrotto dall’Urogallus.




 

 

 

"Quindi, internet è un grande calderone dove trovi qualunque cosa e, dunque, non esistono dei sogni irrealizzabili? E' questo che mi vuoi spiegare?"…   “ah, certamente, potrei approfittarne per issarmi ancora sullo scranno da Gran Nocchiere e divertirmi a bacchettare di qua e di là, comunque tutti coloro che hanno prestato e prestano ancor qualche breve «servizio» presso la mia multiforme ciurma!” "Più o meno", rispose il banner salutando definitivamente il racconto, nel mentre una pagina d’un sito birichino e diverso, dimenticato dai più, tentava di far capolino davanti al suo sguardo incredulo, facendogli così prendere un gran spavento. “Ma che credi!?... non  sono uno scoiattolo saltellante in fuga, esistevo davvero!”




 

 

 

 

Difatti le pagine ed i disegni che lo componevano apparivano sbiaditi, ormai non si riusciva più a leggerli, sebbene fossero stati lanciati con grande annuncio, pompa e frastuono, quasi una sfida e dimostrazione di chissà quali improvvise capacità divinatorie… ma, ovviamente, alla base dell’impresa c’era un mah!?... grande come  tutto l’insieme del villaggio che sta al di là della sponda del lago incantato, quello che anzitempo il medesimo Urogallus aveva tentato di conquistare.





 

                                                                                         by ottimizzazione-siti-web



Appunto, Mah!… eppoi, sappiamo bene com’è andata a finire, appena una manciata di giorni di seguito… addio all’Arca, addio alle Gaellyne, tutte !?, ed in acqua i Cricetjnybus e compagnia cantando, con i topi che hanno abbandonato l’incerta ed improvvisata imbarcazione variegata.  


Il racconto, l’Urogallus, chiuse gli occhi tristemente. La forza arcana d’una Gaellyna fra le tante presenti lo stava alfine trascinando lontano da quel luogo complicato e spaventoso. Ebbene, ella avrebbe pur saputo, forse, guidarlo tra un trabocchetto e l’altro. Forse, se fosse riuscita a rammentare qualcosina delle molte esercitazioni a tal proposito svolte. Ma come ben risulta ampiamente noto…
  

 

                                                                                                                by virus-pc3

 

Orbene, tornando a bomba, fu così che l’Urogallus Gallico riaprì di botto gli occhi e si trattenne in quei luoghi. Davanti a lui, comparve dunque la prima pagina ed unica d’un «meraviglioso sito» disseminato di sparute favole qualche striminzita filastrocca e racconti appena abbozzati, tutto sommato, soltanto delle illusioni. "Oh, finalmente t'ho ritrovato, sono a casa", urlò di gioia Tetrao.




                                                                                                        by Orin Optiglot



Il sito cominciò a parlarle sottovoce… "Qui sei al sicuro, ti lasceranno in pace. Non preoccuparti, vieni con me, cancellati anche tu nell’oblio, come sono stato cancellato anch’io. Mi chiamo… aspetta, non ricordo nemmeno più… ah, forse sì, or mi sovviene... SNC, «Society Non Common», latinamente tradotto in  «Société  Nouveaux  Connards»...Trop bon, con trop?... ed ora, ahimé,  rinnovato in, «dell’Arca Perduta»… Ed egli alquanto colto in contropiede, "Piacere, sono il Tetrao, il Gallico, quello che ti voleva lanciare attraverso l’etere", disse il racconto non aggiungendo altro, imbarazzatissimo. "Questo è un sito dentro il quale dovrebbero starci moltissime tue amiche, una su tante, quella che cercava di manovrarmi al posto tuo, quella certa saputella, laggiù, all’estremo occidente dell’isola meridionale, ma sì, la Monachus Mediterranea Fochae", continuò il sito.



 

 

"Tutto ciò che hai vissuto prima corrisponde a realtà. Però, Internet non rappresenta solo l’arcano spazio nel quale ti sei imbattuto. Internet non costituisce un universo, bensì un semplice strumento di comunicazione e di visibilità. Basta saperlo capire ed utilizzare, cosa che purtroppo non ha saputo fare tramite mio!... soggiunse il sito.




                                                                                                          by Jeff Kubina


"Dentro internet c'è il bello ma anche il brutto, e sebbene quest'ultimo lo sia in maniera esigua, apparentemente sembra tenere una maggiore potenza, l'importante è saperci fare e tener alta la guardia, stringere le vele e tendere le sartìe per governare i venti avversi. Tutto dipende dall’uso che se ne vuol fare. Finché esisteranno dei siti simili a quello che pretendevi potessi assomigliare, ahité che m’hai definitivamente oscurato,  internet non sarà condannato, ogni giorno, come il simbolo della complicazione e dell’astrusità".

 

 

                                                                                                  by my Cupido


Il racconto in cd-room, fece finta (!?) di comprendere finalmente tutto ciò. Salutò “Société  Nouveaux  Connards”, e chiese alla forza magica sconosciuta di riportarlo nuovamente dentro il dischetto ancora a sonnecchiare. Alcuni istanti furono necessari ad Urogallus per rientrare in quell’ambito tranquillizzante.


La Gaellyna era sempre lì, davanti al suo muto ed astruso computer, assieme allo sconsolato assistente Cricetjnybus, ora alternato in questo gravoso compito anche dal Brontolus Semper de Nanjs, al suo fianco. Estrasse il cd- room e l’accarezzò. Dal fondo, un sospiro che somigliava ad una vocina, le disse: "Veh, Gaellyna,  ascolta sempre i racconti e le fiabe, naviga anche tu in Internet, ma evita d’incontrare le tempeste ed i marosi che ti possono far naufragare sugli scogli dell’imprevisto mondo d’Internet".

 

 

                                                                      by tobiaseigen



Tuttora perplessa ma cocciuta, la Gaellyna custodisce ancora quel cd-room in cui abitava un racconto di nome Tetrao Urogallus Gallico, un racconto, una fiaba, o forse in cuor loro una realtà di cui avrebbero voluto, ahiloro, un diverso finale.




 

  

   ... colla prossima... faremo la conoscenza del Pagurus Astutys !


 

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