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Galliynopolis
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Proemio
Voi ch'avete i cuori gentili e nobili infra li altri, acconciate le vostre menti e le vostre parole nel piacere de li numi, parlando, onorando e temendo e laudando quelli signori nostri che n' amarono prima che loro ne criassero. E se in alcuna parte, non dispiacendo a loro, si può parlare per rallegrare il corpo e sovenire et sostentare lo core, facciasi con più onestade e con più cortesia che fare si puote. Et acciò che le creature de lo bosco, li foletti, le ninfe e li satiri, li nobili e li gentili sono nel parlare e ne l'opere molte volte quasi com' uno specchio appo i minori, eppuro alcun fra loro paiono come afatturatori gretti similmente a stagno d’acque fetentissime et ventose, tanto venenose sine vento, tanto fastidiose più ancor cum vento, acciò che il parlare de li primi è più gradito et per lo vero poco quello de li secondi, però ch'esce di più dilicato stormento, ne l’uno caso, lo più sfrontato et menzognero gabellamento, ne l’altro, facciamo qui memoria «d'alquanti fiori di parlare et portamento, di belle cortesie e di belli risposi e di belle valentie e di belli donari», secondo che per lo tempo passato hanno fatto già i molti. E chi avrà core nobile et intelligenzia sottile, sì li potrà somigliare, overo sì li potrà rifugere di lontano, per lo tempo che verrà per innanzi, et argomentare e dire e raccontare in quelle parti dove avranno luogo, a prode et a piacere di coloro che non sanno e disiderano di sapere. E se i pochi fiori che proporremo fossero mischiati intra molte altre parole che invero lo sono punto, non vi dispiaccia: ché 'l nero è ornamento dell' oro, e per un frutto nobile e dilicato piace talora tutto un orto, e per pochi belli fiori uno giardino intiero. Non gravi assai a' reggitori, che sono stati pochi, che sono vivuti grande lunghezza di tempo con pazietia, e in vita loro hanno appena tratto uno bel serto d’impudiche villanìe .
I Novellatori del Bosco
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